Il packaging nasce come strumento per contenere e proteggere le merci da spedire o trasportare ricoprendo, nel corso dei secoli, un ruolo fondamentale nella nostra quotidianità.

L’obiettivo primario di un imballaggio pertanto era unicamente quello di preservare i prodotti al suo interno, dunque, evitare che si potessero rovinare.

Con il passare del tempo si è verificato un grande sviluppo. Oggi, non solo serve per proteggere il prodotto ma, in risposta alla domanda commerciale, permette di persuadere i consumatori all’acquisto di un articolo piuttosto che un altro.

Ciò significa che il semplice packaging come contenitore è diventato un vero strumento di marketing per le aziende.

Il packaging moderno è correntemente definito come “complesso delle modalità di imballaggio, confezionamento e presentazione degli articoli da offrire al pubblico, con lo scopo di convincere il consumatore finale a comprare il prodotto e/o di facilitarne il trasporto e l’utilizzazione.” (Treccani – Dizionario di Economia e Finanza, 2012).

In base alle diverse finalità che ha è possibile classificare il packaging in primario, secondario e terziario, definendone la misura d’azione.

Il packaging primario è a tutti gli effetti uno strumento per la vendita che contiene o racchiude direttamente il prodotto.

A diretto contatto con la merce, come avviene per le confezioni di prodotti alimentari, come i sacchetti di caffè, il latte, le buste di piatti pronti, i pacchetti di frutta e verdura.

L’imballaggio primario consente inoltre di poter garantire la marcatura obbligatoria per Legge con le informazioni fondamentali al fine di tutelare ed informare il consumatore su come utilizzare il contenuto (quantità, scadenza, modalità di utilizzo).

Il packaging secondario, spesso definito multiplo, rappresenta il livello successivo di packaging, che permette di raggruppare e conservare più unità di vendita. Non è mai a diretto contatto con il prodotto finale; tra i due è sempre presente il packaging primario, in modo che il contenuto possa essere rimosso senza alterarne le caratteristiche.

Tipico esempio è il tetra brik del latte: un solo brik costituisce l’imballaggio primario mentre il cartone contenente sei brik di latte costituisce l’imballaggio secondario. Oppure i sacchetti multipack come quello delle patatine o dei sacchetti di caffè formato famiglia.

Il packaging terziario è sicuramente quello maggiormente funzionale dal punto di vista della praticità,
concepito per trasportare contemporaneamente più imballaggi primari e secondari, evitandone rischi fisici o di contaminazione nel passaggio dalle aziende produttrici ai rivenditori.

L’imballaggio terziario più noto è il pallet, visibile soprattutto nei magazzini o nei discount, oppure grandi scatoloni contenenti piccole confezioni, ma anche gli involucri termoretraibili che avvolgono gli stessi.